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Homo sapiens
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mwcgmwcwHomo sapiens (mwdaLinnaeus, Systema naturae, 1758; in mwdqlatino, «uomo sapiente») è la definizione mwdgtassonomica dellmwdw'mweaessere umano moderno. Appartiene al mweqgenere mwegmwewHomo, di cui è l'unica mwfaspecie viventecite-ref-2[2], alla mwgqfamiglia degli mwggominidi e all'mwgwordine dei mwhaprimati.
L'epoca del mwhgperiodo interglaciale medio, circa mwhw300 000 anni fa, vide la comparsa in mwiaAfrica orientale della specie mwiqHomo sapiens. Secondo le teorie prevalenti, dal mwigcontinente africano, circa 65-mwiw75 000 anni fa (o, secondo altre evidenze, alcune decine di migliaia di anni prima), in stretta coincidenza con una fortissima riduzione della popolazione globale,cite-ref-3[3] parte della specie iniziò un percorso migratorio che, attraverso un corridoio mwkamediorientale, la portò a diffondersi e diversificarsi sull'intero pianeta fino all'epoca odierna, con importanti impatti fisici e biologici sull'mwkqambiente e sul mwkgclima.
La precisa datazione dei primi esemplari definibili mwlasapiens, tradizionalmente posta a circa mwlq130 000 anni fa, è stata spostata dalle scienze mwlgpaleontologiche più indietro nel tempo, grazie a ritrovamenti nei mwlwtufi vulcanici della valle del fiume mwmaOmo in mwmqEtiopia. Per mezzo di tecniche basate sui rapporti fra gli mwmgisotopi dell'mwmwargon, alcuni reperti anatomicamente simili all'essere umano moderno sono stati datati a mwna195 000 anni fa, con un'incertezza di ±mwnq5 000 annicite-ref-mcdougall-4-0[4]. Nuove datazioni del 2017 su reperti rinvenuti nel 1961 nel sito archeologico di mwogJebel Irhoud, in mwowMarocco, sposterebbero l'origine dellmwpa'mwpqHomo sapiens a circa mwpg300 000 anni facite-ref-5[5]cite-ref-6[6].
Contents
• Cultura
• Biologia
• Cultura
• Società
• Note
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Sintesi preliminare delle caratteristiche generali
Data l'estensione dell'argomento, le diverse caratteristiche vengono trattate più estesamente nei differenti e successivi paragrafi della voce, sintetizzando in questo le sole sezioni salienti.
Le caratteristiche anatomiche che differenziano maggiormente mwtaHomo sapiens dalle specie a esso affini e le conseguenze sulla sua biologia e comportamento si concentrano principalmente sul grado di sviluppo del mwtqsistema nervoso, inteso come massa e complessità, e sulla sua organizzazione neurale.
Sistema neurosensoriale e adattamento
Gli umani hanno un mwuacervello molto strutturato e sviluppato, molto grande in proporzione alle dimensioni dell'individuo (quoziente di encefalizzazione), con notevoli doti di mwuqneuroplasticità, capace di un mwugpensiero sviluppato sotto forma di mwuwcreatività, mwvaragionamento astratto, mwvqlinguaggio e mwvgintrospezione. Questa capacità mentale li distingue dagli altri esseri viventi. Altre caratteristiche peculiari sono:
• gli mwxaarti superiori liberi e con notevoli doti di precisione, sensibilità e prensili per l'origine mwxqarboricola, peraltro caratteristica comune a tutto l'ordine tassonomico;
• la mwxwvisione binoculare necessaria alla percezione della profondità (mwyastereopsi);
• la conseguente precisione nella manipolazione degli oggetti.
Tali caratteristiche hanno permesso agli esseri umani di creare una grande varietà di manufatti e mwywutensili atti a migliorare il proprio adattamento all'ambiente, la sopravvivenza e l'espressione creativa.
Origine e diffusione
Una pubblicazione del luglio mwzg2019cite-ref-7[7] riportava che il più antico esemplare in Europa, allora noto di mwawHomo sapiens, era stato scoperto in una mwbagrotta, denominata Apidima, nelle vicinanze di mwbgKalamata e mwbwSparta nel mwcaPeloponneso in mwcqGrecia, scoperta nel mwcg1978 da un team di ricercatori del Museo Archeologico di Grecia in collaborazione con il Laboratorio di Geologia Storica Paleontologica dell'mwdaUniversità di Atene, e dell'mwdqUniversità Aristotele di Salonicco, condotto da Theodoris Spitzios.
I ricercatori scoprirono circa mwea20 000 reperti (mweqossa, mwegdenti, mwewstrumenti litici e altro, tra cui due mwfacrani, denominati Apidima 1 e Apidima 2); il cranio "Apidima 1" è la più antica testimonianza a oggi ritrovata di mwfqHomo sapiens, datato a oltre circa mwfg210 000 anni fa. Apidima 1 è stato datato col metodo scientifico attualmente più evoluto basato sull'mwfwUranio-Torio-230 (stabilizzazione del mwgacarbonato di calcio) ed è risultato più antico di decine di migliaia di anni rispetto agli antecedenti reperti di mwggHomo sapiens con datazione certa ritrovati in Africa o mwgwEuropa, precedentemente considerati i più vecchi, con un salto cronologico impressionante che ridiscute tutta la teoria del mwhasapiens. La ricercatrice a capo del mwhqprogetto Katerina Harvati spiega che almeno due mwhwpopolazioni vivevano in Grecia mwiameridionale nel mwiqPleistocene medio: una primigenia popolazione di mwigHomo sapiens, seguita dalle evidenze dei ritrovamenti dopo circa mwiw40 000 anni da una popolazione di mwjaneandertaliani. Al 2021 sono in corso le estrazioni del mwjqDNA dagli antichissimi ritrovamenti, anche se, secondo lo stesso team, l'operazione potrebbe essere difficilissima.
Queste conclusioni dovranno ora essere correlate con i ritrovamenti degli scavi condotti tra il 2016 e il 2022, nel mwjwsito archeologico di mwkaIlsenhöhle, una grotta la cui entrata si trova sotto il mwkqcastello di Ranis nell'mwkgomonima cittadina della mwkwTuringia in mwlaGermania, che hanno portato alla luce resti di mwlqhomo sapiens datati a 45.000 anni fa.cite-ref-lescienze-8-0[8]
Dall'origine ipotizzata di provenienza africana della speciecite-ref-mcdougall-4-1[4] ("Out of Africa Hypothesis", ipotesi nella quale l'essere umano sarebbe nato in Africa e successivamente in espansione nel resto del mondocite-ref-9[9]), nei ritrovamenti etiopici in tufi vulcanici della valle del fiume Omo, si possono datare con tecniche basate sui rapporti isotopici dell'argon, a mwqq195 000 anni (con un'incertezza di ±mwqg5 000 anni) due esemplari (Omo II e Omo I), rispettivamente di mwqwmwraH. erectus moderno e mwrqH. sapiens arcaico (da cui secondo quest'ipotesi si sarebbero evoluti gli uomini mwrgattuali); a oggi, mwrwH. sapiens si è diffuso su tutta la superficie delle terre emerse (attualmente anche in mwsaAntartide, a scopi scientifici, e nonostante il clima inospitale) con una mwsqpopolazione totale che ha superato gli 8 miliardi di individui.cite-ref-10[10] Secondo uno studio di Daniel Richter e Shannon McPherron del mwtgMax Planck Institute, a seguito di ritrovamenti avvenuti in Marocco nel 2017, lmwtw'mwuaHomo sapiens avrebbe cominciato a diffondersi nell'intero continente africano già mwuq315 000 anni fa, stimando la datazione del sito dei ritrovamenti.cite-ref-11[11]
Organizzazione sociale
Similmente alla maggior parte dei primati, mwwaH. sapiens è un animale sociale. È inoltre particolarmente abile nell'utilizzo di sistemi di mwwqcomunicazione per l'espressione, lo scambio di mwwgidee e l'mwwworganizzazione; crea complesse mwxastrutture sociali composte da gruppi in mwxqcooperazione e mwxgcompetizione, che variano dalle piccole mwxwfamiglie e associazioni fino alle grandi unioni mwyapolitiche, mwyqscientifiche, mwygeconomiche. L'mwywinterazione sociale ha introdotto una larghissima varietà di mwzatradizioni, mwzqrituali, mwzgregole comportamentali e morali, mwzwnorme sociali e mw0aleggi che formano la base della società umana.
Cultura
La specie umana manifesta il desiderio di capire e influenzare il mondo circostante, cercando di comprendere, spiegare e manipolare i fenomeni naturali attraverso la scienza, la mw0wfilosofia, la mw1amitologia e la mw1qreligione. Questa curiosità naturale ha portato allo sviluppo di strumenti tecnologici e abilità avanzate; mw1gH. sapiens è l'unica specie ancora vivente che comunica attraverso la mw1wscrittura simbolica, utilizza il mw2afuoco, mw2qcuoce i propri mw2gcibi, si veste e usa numerose mw2wtecnologie.
Gli esseri umani possiedono anche un marcato apprezzamento per la mw3qbellezza e l'mw3gestetica che, combinato col desiderio di auto-espressione, ha condotto a creative innovazioni mw3wculturali quali le mw4aarti, comprensive di tutte le mw4qdiscipline mw4gmusicali, mw4wfigurative e mw5aletterarie.
Evoluzione e diffusione della specie
La teoria attualmente più riconosciuta stima che:
• la sottotribù mw6wHominina si sia evoluta nel mw7aRift africano da una popolazione di Ominidi, progenitori comuni agli mw7qscimpanzé, circa 5-6 milioni di anni fa
• il genere mw7wHomo si sia differenziato 2,3-2,4 milioni di anni fa dallmw8a'mw8qmw8gAustralopithecus e diffuso sul globo come mw8wHomo erectus (mw9aOut of Africa I)
• la specie mw9gH. sapiens si sia sviluppata anch'essa in Africa circa mw9w300 000 anni fa e successivamente (mw-a100 000-mw-q65 000 anni fa) sia ugualmente migrata tra i continenti (mw-gOut of Africa II) con possibili ibridazioni successive con specie affini (mw-wHomo neanderthalensis, mw-aHomo di Denisova)
Evoluzione biologica
Lo studio scientifico dell'evoluzione umana comprende lo sviluppo del genere mwaruHomo e lo studio degli altri mwaryominidi, quali ad esempio mwarcAustralopithecus, a esso strettamente correlati. Gli umani moderni appartengono alla specie mwargHomo sapiens, per alcuni autori suddivisibile in due sottospecie: mwarkHomo sapiens sapiens e mwaromwarsHomo sapiens idaltu (tradotto approssimativamente come "essere umano saggio maggiore"), estinto.
Dal punto di vista anatomico, gli umani moderni appaiono in testimonianze di reperti della grotta di Apidima in Grecia (Europa) risalenti a mwar0210 000 anni facite-ref-13[13] e successivamente mwasi80 000 anni più tardi in altri reperti risalenti mwasm130 000 anni fa in Africacite-ref-14[14]cite-ref-15[15]. Inoltre, sono stati rinvenuti in tufi vulcanici della valle del fiume Omo in Etiopia resti risalenti a mwasw195 000 anni fa, datati con tecniche basate sui rapporti isotopici dell'argon, con un'incertezza di ±mwas05 000 annicite-ref-mcdougall-4-2[4].
I parenti più stretti ancora viventi di mwatmHomo sapiens sono le due specie appartenenti al genere mwatqPan, comunemente noti come scimpanzé: il mwatubonobo (mwatyPan paniscus) e lo scimpanzé comune (mwatcPan troglodytes). Le due specie sono ugualmente vicine, ovvero condividono lo stesso antenato comune; la differenza principale tra essi è l'organizzazione sociale: mwatgmatriarcale per il bonobo e mwatkpatriarcale per lo scimpanzé comunecite-ref-fransdewaal96-16-0[16]. Il sequenziamento completo del mwat4genoma ha portato alla conclusione che "dopo 6,5 milioni di anni di evoluzione separata, le differenze tra bonobo/scimpanzé e umani sono soltanto dieci volte maggiori di quelle esistenti tra due persone qualsiasi e dieci volte minori di quelle esistenti tra mwat8ratti e mwauatopi".
Infatti, il 98,6% della mwauisequenza di DNA è identica tra le due specie di scimpanzé e gli esseri umani.cite-ref-fransdewaal96-16-1[16]cite-ref-britten-17-0[17]cite-ref-18[18]cite-ref-19[19] È stato stimato che la linea umana si sia distaccata da quella dei mwavmgorilla circa otto milioni di anni fa e da quella degli scimpanzé circa cinque milioni di anni fa. Tuttavia, un cranio ominide rinvenuto in mwavqCiad nel 2001, classificato come mwavuSahelanthropus tchadensis, risale approssimativamente a sette milioni di anni fa, la qual cosa potrebbe indicare una divergenza precedentecite-ref-20[20]; anche studi del 2009 su mwavoArdipithecus ramidus portano a 5,4-7,4 milioni di anni la probabile divergenza. Queste minime differenze genetiche hanno portato alcuni scienziati, il più noto dei quali al vasto pubblico è mwavsJared Diamond, a ipotizzare una riunificazione di uomini e scimpanzé sotto lo stesso genere mwavwHomo, come nell'originale schema di mwav0Linneo del mwav4mwav8Systema Naturae, edizione 1758. Ciò implicherebbe una revisione totale almeno dei generi mwawaPan, mwaweArdipithecus, mwawiKenyanthropus, mwawmAustralopithecus e mwawqHomo.
L'attuale variabilità genetica della specie umana è estremamente bassa, comparativamente a quanto succede in altri raggruppamenti tassonomici animali.
I genetisti Lynn Jorde e Henry Harpending dell'università dello mwawgUtah hanno suggerito che la variazione del DNA umano è piccolissima se comparata con quella di altre specie e che durante il Tardo mwawkPleistocene, la popolazione umana fosse ridotta a un piccolo numero di coppie genitoriali - non superiori alle mwawo10 000 e forse intorno alle mwaws1 000 - con la conseguenza di un mwawwpool genico residuo molto ristretto, la fortissima riduzione della popolazione globale accennata nell'introduzione della voce. Sono state formulate varie spiegazioni per questo ipotetico collo di bottiglia, tra cui la più famosa mwaw0mwaw4Teoria della catastrofe di Toba.
L'evoluzione umana è caratterizzata da un certo numero di importanti tendenze fisiologiche, incluse l'espansione della mwaxecavità cerebrale e del cervello stesso, che arriva, con una distribuzione variabile per ogni singolo individuo, a un volume tipico di mwaxi1260 cm³cite-ref-21[21]cite-ref-22[22], oltre il doppio di quello di uno scimpanzé o gorilla. Il ritmo di crescita postnatale del cervello umano differisce da quello delle altre scimmie antropomorfe (mwaxseterocronia), permettendo un lungo periodo di apprendimento sociale e l'acquisizione del linguaggio nei giovani umani. Gli mwaxwantropologi fisici sostengono che la riorganizzazione della struttura del cervello sia più importante della stessa espansione cerebrale. Altri significativi cambiamenti evolutivi includono una riduzione dei mwax0denti canini, lo sviluppo della locomozione bipede e la discesa della mwax4laringe e dell'mwax8osso ioide che permise il linguaggio. Come siano collegate queste tendenze e quale sia il loro ruolo nell'evoluzione di una complessa organizzazione sociale e della cultura rimangono questioni ancora dibattutecite-ref-23[23]cite-ref-24[24].
Tipologia
Lmwayo'mwaysmwaywHomo sapiens è una specie mway0monotipica. Nel tempo sono state proposte specie, sottospecie e paleosottospecie di mway4Homo sapiens, anche se sono in corso tutt'oggi dibattiti sull'argomento, dato che specie e sottospecie sono definizioni convenzionali e non differenziazioni oggettive calcolabili o rilevabili.
Alcuni antropologi considerano la specie costituita da due diverse paleomwazasottospeciecite-ref-25[25]: Sapiens e Idaltu. Molti considerano i Neandertal una specie e altri una sottospecie. Infine alcuni considerano H. heidelberg un progenitore, altri una specie e altri ancora una paleosottospecie.
• mwazcHomo sapiens sapiens, l'essere umano moderno
• mwazkHomo sapiens idaltu, paleosottospecie estinta
• mwazsmwazwHomo sapiens heidelbergensis (uomo di Heidelberg)
• mwaz4Homo sapiens neanderthalensis (uomo di Neanderthal)
Con l'utilizzo di tecniche di mwaaabiologia molecolare per la verifica di eventuali riapparentamenti genetici, al 2011 gli studi basati sull'analisi matrilineare del mwaaeDNA mitocondriale, mostravano una scarsa possibilità di passata ibridazione, mentre le analisi del genoma nucleare, anche stimolate dal progetto mwaaiNeanderthal genome project del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology tedesco e del mwaaq454 Life Sciences statunitense di sequenziamento del genoma neandertaliano indicano una vasta ibridazione; la ricerca Archeogenetiche di mwaauSvante Pääbo (Max Planck Institute) ha dimostrato che circa il 70-80% del genoma Neandertaliano è ancora presente attualmente nell'umanità, sparso in quantità fino al 5% circa nel DNA di ogni euroasiatico.cite-ref-26[26]cite-ref-27[27]
• mwabaUomo di Denisova è la definizione provvisoria di una popolazione di Homo, le cui relazioni genetiche con le altre specie sono in fase di definizione attraverso analisi del DNA cellulare e mitocondriale.cite-ref-28[28]
Questi tre tipi di Homo (mwabySapiens, mwabcNeanderthalensis e di Denisova) più uno ulteriore non ancora individuato, come evidenziato dal team di Svante Pääbo al Max Planck Institute, si sono più volte incrociati creando un flusso genetico che ha ibridato in misure diverse ed epoche diverse tutte le popolazioni di Homo, fino ad arrivare nel nostro attuale DNA che con tecniche Archeogenetiche, che si avvalgono di supercomputers, si è potuto calcolare con sufficiente precisione la sequenza temporale e la quantità delle varie ibridazioni, fino al punto di rendersi conto che esiste un ulteriore flusso e ibridazione proveniente da un tipo di Homo che in effetti finora non è mai stato ritrovato e neanche ipotizzato prima dell'avvento dell'archeogenetica di Pääbo.
In particolare si ritrovano evidenze di componenti genetiche di mwabkH. denisova nelle popolazioni mwabomelanesiane e asiatiche in misura minore, e forti componenti di mwabsH. neandertal nelle popolazioni asiatiche e in misura minore europee. Si ipotizzano importanti coinvolgimenti di queste sequenze nel miglioramento del metabolismo, adattabilità e sistema immunitariocite-ref-29[29], in particolare dei geni HLA di classe I, il mwacacomplesso maggiore di istocompatibilità umano.
Evoluzione culturale
L'irrilevanza, su scala temporale mwadmstorica, del processo di evoluzione biologica non segna una stasi nel progresso della specie.
Le prime e significative fasi dello stesso, in parte portate avanti da progenitori evolutivi della specie attuale, rientrano nello studio della mwadspreistoria.
La stasi apparente nell'evoluzione biologica, in realtà è un fatto dovuto alla mwad0periodizzazione considerata, nella scala temporale di riferimento.
Rarefatte esplosioni evolutive su scale a lungo termine (centinaia di migliaia/milioni di anni), d'altronde, sembrerebbero riflettere cambiamenti permanenti, come appunto la genesi di nuove specie, mentre fluttuazioni a breve termine rappresenterebbero le variazioni di nicchia locali, ottimali, selezionate da limitate variazioni ambientali all'interno di una zona, e utili a creare popolazioni all'interno della specie, adattate alle nuove condizioni.
L'apprendimento sociale diventa quindi essenziale e primario per l'adattamento umanocite-ref-32[32] all'ambiente, e principale motore del presente, osservabile, processo evolutivo.
Popolamento del pianeta
Esistono teorie più o meno condivise sulle origini dell'essere umano contemporaneo. Esse riguardano il rapporto tra gli esseri umani moderni e gli altri ominidi.
• Lmwae8'mwafamwafeorigine africana dell'Homo sapiens è il modello paleoantropologico dominante tra le teorie che tendono a descrivere l'origine e le prime migrazioni umane dell'anatomicamente moderno. È conosciuta anche come: ipotesi dell'origine unica, fuori dall'Africa, ipotesi africana, teoria della migrazione dall'Africa (dall'inglese Out of Africa o Out of Africa 2), origine africana recente, ipotesi di un'origine unica e recente (RSOH dall'inglese recent single-origin hypothesis), teoria del rimpiazzo (dall'inglese Replacement Hypothesis).
Lmwafm'mwafqipotesi dellmwafu'origine unica propone che gli esseri umani moderni si siano evoluti in Africacite-ref-mcdougall-4-3[4] e che siano poi migrati all'esterno sostituendo quegli ominidi che erano in altre parti del mondo.
Su di essa sussistono vastissime evidenze paleoantropologiche, date da diverse migliaia di ritrovamenti fossili, archeologichecite-ref-33[33], linguistichecite-ref-34[34], climatologiche (modificazioni climatiche e conseguenti selezioni della popolazione), genetiche (mwagmmtDNA e nucleare, in particolare mwagqAplogruppi del cromosoma Y)cite-ref-35[35]cite-ref-36[36]cite-ref-37[37]cite-ref-yap-38-0[38]cite-ref-39[39]cite-ref-40[40]cite-ref-41[41]cite-ref-new-binary-42-0[42] .
• I dati molecolari condotti mediante marcatori non ricombinanti, come il DNA mitocondriale, sostengono questa ipotesi. L'analisi filo-geografica ha infatti mostrato che il popolamento da parte dell'essere umano moderno dei continenti è proceduto a ondate successive a partire dal continente africano.
• I dati paleo-antropologici testimoniano che in principio sarebbe emersa una popolazione del sud dell'Africa, isolatasi dal resto della popolazione, in un'epoca compresa tra 200 000 e 100 000 anni fa, costituita da individui piuttosto gracili rispetto ai tipi prevalenti di Homo heidelbergensis e Homo neanderthalensis. Gli individui originari della umanità odierna furono costituiti da una popolazione Khoisan ancestrale da cui derivò l'attuale tipo etnico mwaigKhoisancite-ref-43[43]cite-ref-gpl-157-44-0[44]. Erano individui piccoli e snelli, con una scatola cranica grande, un apparato masticatorio meno massiccio di altre specie, e presumibilmente la pelle scoperta da peli e un linguaggio evoluto. Probabilmente in origine adattati per vivere presso ambienti acquatici e di foresta in zone tropicali.
Da questo nucleo originario sarebbero derivate tre ramificazioni che dettero origine una al tipo khoisan l'altra al tipo dei mwajipigmei africano e il terzo tipo da cui derivarono tutti gli altri tipi etnici umanicite-ref-gpl-157-44-1[44]. Dal terzo tipo derivò inizialmente la popolazione mwajcaustraloide che si diffuse partendo dall'Africa orientale circa mwajg60 000 anni fa, e forse più, colonizzandocite-ref-uow2004-45-0[45] tutta la zona tropicale fino al continente mwaj0australiano, una popolazione dalla pelle scura che non utilizzava abbigliamento per difendersi dal freddo e che si diffuse seguendo le coste dei mari in cerca di molluschi. Recenti aggiornamenti basati su repertazionicite-ref-46[46] in territorio arabico anticipano di alcune migliaia di anni questa fase migratoria, ipotizzando un corridoio passante per la parte meridionale del Mar Rosso, e sollevando dei dubbi sul posizionamento precedente o seguente il grande evento di riduzione della popolazione umana concomitante (Teoria della catastrofe di Toba).
Nel 2015 la rivista mwakmNature ha pubblicato la notizia che alcuni denti fossili ritrovati in Cina risalirebbero a circa mwakq120 000 anni; tale datazione sposterebbe indietro la data delle prime ondate migratorie dall'Africa, consentendo inoltre di ipotizzare che la prima colonizzazione sia avvenuta verso l'Asia.cite-ref-47[47]
La seconda ondata è quella del tipo dell'mwakouomo di Cromagnon, partita dal medio-oriente circa mwaks40 000 anni fa, che colonizzò il continente Europa. Questa popolazione era di alta statura, aveva la carnagione più chiara, era dedita alla caccia di grande selvaggina, utilizzava una sofisticata tecnologia della pietra e usava pellicce per coprirsi. I resti più antichi di Homo sapiens in Europa sono datati a mwakw44 000 anni fa e si riferiscono a dentature rinvenute nella mwak0Grotta del Cavallo nella mwak4Baia di Uluzzo nel Comune di mwak8Nardò. I reperti, ritrovati durante scavi condotti dal prof. Palma Di Cesnola dell'Università di Siena nel 1964, finora ritenuti appartenenti all'uomo di Neandertal, sono stati oggetto di nuovo studio nel 2011: i fossili degli strati coevi alle dentature (conchiglie) esaminati al radiocarbonio nei laboratori dell'Università di Oxford per conto del Dipartimento di Antropologia dell'Università di Vienna e lo studio morfologico dello smalto delle dentature, ne hanno confermato l'appartenenza all'Homo sapiens, spostando di almeno mwala4 000 anni la datazione sulla presenza dell'uomo moderno in Europa e confermando, altresì, la coabitazione almeno nell'ambito del sito del ritrovamento dell'uomo di Neandertal con l'uomo moderno.cite-ref-48[48]
La terza ondata (circa mwaly25 000 anni fa) partì sempre dal medio oriente e si spinse attraverso l'mwalcAsia centrale fino in mwalgAmerica settentrionale; di essa resta la popolazione mwalkAinu del mwaloGiappone come esempio puro e da questa popolazione più diffusa derivarono tutti i tipi etnici successivi. La comparsa degli esseri umani grandi cacciatori determinò l'estinzione di molte specie animali alla fine del pleistocene, tra cui anche la scomparsa di tutte le altre specie del genere Homo.
Circa a mwalw12 000 anni fa risale la comparsa del tipo mwal0paleomongolico che si diffuse dall'Asia centrale fino a colonizzare tutto il continente America. Circa a mwal47 000 anni fa risalgono le diffusioni dei tipi etnici mediterranei che dal medio oriente si diffusero in Europa e India, e il tipo mwal8neomongolico che si diffuse in Asia orientale; questi ultimi tipi umani sono dediti alle attività economiche dell'agricoltura e allevamento. Infine vi sono le grandi diffusioni umane dei periodi storici che specie negli ultimi secoli ha portato alla grande diffusione del tipo mwamaeuropoide, come tipo ibrido tra i tipi Cro Magnon e mediterraneo e neo-mongolide, che attraverso la colonizzazione ha dato origine ad altre popolazioni ibride in tutti i continenti, un processo che continua oggigiorno e tende a una completa ibridazione di tutti i tipi umani.
• Lmwamm'mwamqmwamuipotesi multiregionale, o della continuità regionale invece, propone che gli esseri umani moderni si siano evoluti, almeno in parte, da popolazioni di ominidi indipendenti.cite-ref-49[49]
• Lmwams'mwamwmwam0ipotesi dell'origine euroasiatica o "Out of Eurasia" è una terza ipotesi alternativa, variante della multiregionale. Rivedendo in qualche modo l'ipotesi multiregionale sulla base di ritrovamenti archeologici euroasiatici, dallo studio del DNA (mwam4aplogruppo M-N-R dell'mtDNA e gli aplogruppi D-E-C-F del mwam8cromosoma Y) ipotizza un'origine euroasiatica dell'Homo sapiens.
Evoluzione tecnologica e sociale
L'essere umano moderno è caratterizzato dal suo modello culturale connesso strettamente alla società a cui appartiene. Questa prospettiva, non si pone come unicità del regno animale. Viene considerato fatto acquisito dalle ricerche in ambito neurobiologico e neurocognitivista che l'espressione culturale non abbia assolutamente un valore extra-naturale. Inoltre altri animali (mwan4delfini, primati, mwan8elefanti, ecc) presentano un passaggio di conoscenza in senso orizzontale, presentano quindi cultura. È evidente però che nell'essere umano questa attitudine è ipertrofica, se paragonata ad altri animali.
Dalla sua comparsa sulla terra fino a oggi, culture e società umane hanno continuamente subito mutamenti, in un lento e progressivo sviluppo che ha portato a unmwaoe'mwaoievoluzione culturale dell'essere umano, chiamata sinteticamente mwaomprogresso.
Nel corso della storia le varie società si sono sviluppate, portando avanti una complessità sempre crescente, con l'aumentare delle conoscenze, delle varie culture e delle popolazioni. Crisi alimentari, scoperte e rivoluzioni mwaouscientifiche e sociali hanno spesso segnato i passaggi di questa evoluzione.
Il progresso della mwaocciviltà umana ha portato al prolungamento della mwaogsperanza di vita e al miglioramento delle condizioni igienico mwaoksanitarie, al riconoscimento di mwaoodiritti dell'essere umano, alla maggior conoscenza delle risorse naturali e al miglioramento della qualità di vita generale, anche se a tutt'oggi in molte parti del mondo queste evoluzioni sono avvenute solo in parte o non sono ancora potute avvenire.
Caratteristica di questa parte evolutiva è la sempre maggiore velocità nel trasferimento orizzontale di elementi culturali, reso sempre più efficiente dai mezzi tecnologici che, a partire dalla scrittura, hanno reso possibile il fenomeno. La trasmissione veloce, a distanza, delle informazioni a partire dal XIX secolo, ha velocizzato il fenomeno, cresciuto esponenzialmente nel XX e XXI con le tecnologie digitali.
Esplorazione dello spazio esterno al pianeta
I primi oggetti lanciati dall'essere umano all'esterno dell'mwapaatmosfera sono stati i vettori mwapeV2 di mwapiWernher von Braun nel mwapm1942, progettati per scopi mwapqbellici e non mwapuesplorativi ma che nel mwapy1944 effettuarono voli di test per scopi scientifici, entrando nella mwapctermosfera. Il primo oggetto a essere messo in mwapgorbita intorno al pianeta mwapkTerra è stato lo mwapoSputnik 1, lanciato dal mwapsProgramma spaziale sovietico nel mwapw1957. Sempre nell'ambito del programma sovietico il 12 aprile mwap01961 mwap4Jurij Gagarin fu il primo essere umano a volare nello mwap8spazio esterno, mentre nell'ambito del mwaqaprogramma Apollo gli mwaqeastronauti mwaqiNeil Armstrong e mwaqmBuzz Aldrin furono i primi ad atterrare sulla mwaqqluna e camminare sulla sua superficie.
Nel mwaqy1971 la mwaqcstazione spaziale mwaqgSaljut 1 fu il primo presidio permanente al di fuori dell'atmosfera, sostituita successivamente da altre stazioni fra cui la mwaqkMir e la mwaqoStazione spaziale internazionale.
Biologia
Anatomia e genetica
Dimensioni
Il corpo umano presenta diverse mwarycaratteristiche antropometriche esteriori che variano in maniera pressoché continua da individuo a individuo e per differente mwarcgenere. Le dimensioni corporee, ad esempio, sono in gran parte determinate geneticamente, ma sono influenzate in maniera altamente significativa da fattori ambientali come per esempio la mwargdieta e l'esercizio fisico. L'altezza media di un essere umano adulto varia, per etnie e sesso, seguendo approssimativamente una mwarkdistribuzione normale e cambiando significativamente da luogo a luogo. In Italia, ad esempio, la popolazione compresa tra il 3° d il 97° mwaropercentile nella misura della statura mostra un'altezza di mwars163-186 cm per i maschi e mwarw151-174 cm per le femmine, ma nel mondo sono state rilevate stature estreme, per quanto noto, comprese tra 55,88 e mwar0272 cmcite-ref-guinness-50-0[50]cite-ref-51[51]. I fattori socioeconomici sono fondamentali nella variazione dei parametri antropometrici in una popolazione, che può avere incrementi anche molto elevati, in seguito a un miglioramento degli stessicite-ref-52[52]cite-ref-53[53].
Locomozione, postura prensilità
Gli umani sono capaci di un completo movimento bipede ed eretto, lasciando così le braccia libere, libere anche di manipolare oggetti attraverso le mani, caratterizzate dal mwatepollice opponibile e particolarmente versatili nella loro prensilità. Poiché la fisiologia umana non si è del tutto adattata al mwatibipedismo, la regione pelvica e la mwatmcolonna vertebrale tendono a logorarsi con l'età, creando difficoltà locomotorie nella vecchiaia.
Pelo
Gli esseri umani, fatta eccezione per testa, arti e zona pubica, appaiono relativamente privi di mwatcpelo se comparati ad altri primati. In realtà, un uomo medio possiede un numero maggiore di peli rispetto a un normale scimpanzé. La maggiore differenza è che i peli degli uomini sono più corti, più sottili e più chiari di quelli di un generico scimpanzé e ciò li rende meno appariscenti.cite-ref-54[54]
Dentatura
La formula mwauadentaria si è conservata nel corso dell'ominazione, mantenendo quella di tutte le altre scimmie catarrine, evolvendo però le caratteristiche dei denti orientati verso una dieta mista, di tipo mwaueonnivoro. Dall'antenato comune alle altre antropomorfe, a grandi linee si osserva una generale riduzione delle dimensioni dei denti canini, e in generale delle dimensioni di tutti i denti, delle ossa mascellari e della robustezza delle inserzioni dei muscoli interessanti la masticazione nonché, caratteristica ominide, la formazione di primi premolari inferiori bicuspidati. Il mwauidente del giudizio spesso è vittima della riduzione evolutiva generale delle dimensioni mascellari, e presenta a volte anomalie e imperfezioni nell'eruzione e nella crescita.
Colore cutaneo
La mwauytonalità dei peli e della pelle umane è determinata dalla presenza di pigmenti chiamati mwaucmelanine. Le tonalità possono variare da un marrone molto scuro a un rosa molto chiaro, mentre il colore dei capelli varia dal biondo al castano, al rosso, fino al nero, che è il più diffuso.cite-ref-55[55] Il colore scuro della pelle è un adattamento evolutosi come protezione dai mwauwraggi ultravioletti del mwau0sole, essendone la melanina un efficace bloccante;cite-ref-56[56] il colore chiaro predomina negli ambiti geografici dove la selezione ha favorito invece il maggior grado di trasmissione delle frequenze luminose necessarie alla sintesi di mwavicolecalciferolo, mwavmvitamina del gruppo D prodotta principalmente, nell'uomo, a livello cutaneo. La colorazione della pelle degli uomini contemporanei è ancora parzialmente distribuita geograficamente, generalmente quindi correlata con il livello di radiazione ultravioletta, che aumenta avvicinandosi all'mwavqequatore. La pelle umana ha anche la capacità di mwavuabbronzarsi, ossia prima di scurire la melanina presente, poi di aumentare la quantità di melanina, diventando più scura e maggiormente protetta dagli effetti dannosi dei raggi UV.cite-ref-57[57]cite-ref-58[58]
Sistema nervoso centrale
Il cervello umano è il mwawecentro del sistema nervoso umano e caratterizza meglio di qualsiasi altra caratteristica anatomica le particolarità della specie. Pur non essendo volumetricamente il maggiore nel mondo animale e neppure nella linea evolutiva ominide, e non possedendo il migliore rapporto volume/massa corporea, esso ha la stessa struttura generale di altri mammiferi ma è in generale maggiore del previsto sulla base della dimensione del corpo degli altri primati. Stime per il numero di neuroni del cervello umano ne ipotizzano un numero di 80-mwawi120 000 000 000. La maggior parte dell'espansione proviene dalla mwawmcorteccia cerebrale, in particolare i mwawqlobi frontali, che sono associati alle funzioni esecutive come l'auto-controllo, pianificazione, ragionamento e pensiero astratto. La porzione della corteccia cerebrale dedicata alla visione è inoltre notevolmente ampliata, e diverse aree corticali svolgono ruoli specifici nel linguaggio, una competenza, a questo livello di complessità, unica.
Il cervello umano adulto pesa in media circa mwawy1,5 kg in circa mwawc1 130-mwawg1 260 centimetri cubi con notevole variabilità individuale.
Ciclo circadiano
Il mwawwtempo necessario al mwaw0riposo è compreso fra le sei e le otto ore al giorno per un adulto e da nove a dieci per un bambino; le persone più anziane di solito dormono da sei a sette ore al giorno. Nella società umana si sperimentano casi di carenza di riposo; questa mancanza può portare effetti negativi. Una restrizione delle ore per un adulto da otto a quattro porta cambiamenti nella fisiologia e nello stato mentale, inclusi fatica, aggressività e spossatezza.
Cariotipo
In mwaxequanto mwaxianimale, quella umana è una specie mwaxmeucariota. Ogni mwaxqcellula mwaxudiploide contiene 23 coppie di mwaxycromosomi, ricevuti da entrambi i genitori. Di questi, 22 paia sono mwaxcautosomi e un paio sono mwaxgcromosomi sessuali. Secondo le stime gli umani hanno circa 20 o mwaxk25 000 geni. Così come per gli altri mammiferi, le femmine hanno i cromosomi sessuali uguali (XX) e i maschi hanno cromosomi sessuali differenti (XY). Il cromosoma X è più largo e porta più geni del cromosoma Y: ciò significa che eventuali malattie del cromosoma X si manifestano più facilmente negli uomini, poiché eventuali errori presenti in geni del cromosoma X non presenti contemporaneamente anche nell'Y arrecherebbero danno al fenotipo umano; tuttavia, poiché nel cromosoma Y vi sono numerosi geni non presenti anche nell'X, tra cui primeggia l'mwaxoSRY che è presente anche in molti altri animali, il patrimonio genetico maschile è complessivamente maggiore di quello femminile e consente la formazione di ulteriori tessuti nei maschi, il che comporta un forte contribuito al mwaxsdimorfismo sessuale.
Voce e linguaggio
L'anatomia umana permette l'emissione di un notevole spettro di sonorità, articolabili in suoni definiti. La mwax8voce umana si presta quindi a fare da tramite a un complesso linguaggio, reso possibile per lo sviluppo cerebrale complessivo e delle specifiche aree deputate alla comunicazione. La natura fortemente sociale della specie permette l'utilizzo del mezzo per un amplissimo e variegato uso.
Ciclo di vita
Il ciclo di vita umano è simile a quello degli altri mwaysmammiferi placentati. New humans develop [[vivipary|viviparously]] from [[fertilization|conception]]. Una cellula uovo è fecondata all'interno del corpo della femmina da uno mwaywspermatozoo attraverso l'mway0atto sessuale. Recentemente i progressi in campo medico permettono anche la mway4fecondazione in vitro, utilizzata in alcuni casi. La cellula uovo fecondata, chiamata mway8zigote, inizia a moltiplicarsi prima nella tuba uterina e poi, in seguito all'impianto, all'interno dell'mwazautero, diventando un mwazeembrione, e in seguito un feto. Dopo circa 9 mesi il feto, completamente sviluppato, viene partorito e può cominciare la sua vita indipendente.
Rispetto alle altre specie, il mwazmparto umano è un evento più delicato e può costituire una potenziale fonte di pericolo per madre e nascituro. Travagli dolorosi che possono durare più di ventiquattr'ore non sono rari e possono risultare dannosi, o addirittura mortali, per i soggetti coinvolti.
Tale anomalia è dovuta alla relativamente ampia circonferenza della testa del feto che ospita un generoso encefalo, e per la relativamente stretta cavità pelvica, entrambe evolutivamente recenti, la seconda dettata dall'acquisizione della stazione eretta e andatura bipede dell'uomo.cite-ref-lavelle-1995-59-0[59]cite-ref-correia-2005-60-0[60] L'aumento dei parti di successo è dovuto allo sviluppo delle tecniche mediche.
Nei paesi industrializzati i neonati pesano circa fra i 3 e i mwa0m4 kg e sono lunghi circa 50 o 60 centimetri.cite-ref-61[61] Un peso eccessivamente basso alla nascita, in regioni in via di sviluppo, non è un evento raro e contribuisce ad alzare il livello di mwa0gmortalità infantile in queste regioni.cite-ref-62[62] A partire dal momento della nascita, gli esseri umani iniziano a crescere, come qualsiasi altro cucciolo di mammifero. Il periodo del passaggio all'età adulta, la pubertà, avviene solitamente prima per le femmine e successivamente per i maschi. Solitamente poi le femmine arrivano prima alla loro statura definitiva, attorno ai 18 anni, mentre i maschi fermano la loro crescita attorno ai 21 anni. Esistono enormi differenze nell'aspettativa di vita da un paese all'altro. La parte del mondo sviluppata sta velocemente diventando più anziana, con un'età media di 40 anni (mwa00Monaco addirittura 45,1), mentre nel mwa04terzo mondo l'età media si aggira intorno ai mwa0815-20 anni (in mwa1aUganda 14,8). L'aspettativa di vita in mwa1eHong Kong è di 84,8 anni per le femmine e 78,9 per i maschi, mentre in mwa1iEswatini, soprattutto per l'mwa1mAIDS, è di 31,3 anni per entrambi i sessi.cite-ref-63[63] Mentre un europeo su cinque ha almeno 60 anni di età, solo un africano su venti ha più di 60 anni.cite-ref-64[64]
Il numero degli ultracentenari nel mondo è stimato a mwa10210 000 nel mwa142002.cite-ref-65[65] Almeno una persona, mwa2mJeanne Calment, è nota per aver raggiunto i 122 anni di età; persone più longeve, tuttavia, sono state segnalate, ma non sono state mai documentate. Nel mondo in media ci sono 81 uomini di almeno sessant'anni ogni 100 donne della stessa fascia d'età, e, per i più anziani, il rapporto diventa di 53 a 100.
Le questioni filosofiche riguardo alla mwa2uvita dopo la morte sono oggetto di numerosi dibattiti. Le mwa2ycerimonie funebri sono caratteristiche delle società umane, spesso ispirate dalla speranza di una vita dopo la morte o dell'mwa2cimmortalità.
Dieta e nutrizione
La specie umana è onnivora, in grado di consumare una grande varietà di materiali vegetali e animali.cite-ref-66[66]cite-ref-67[67] Durante il paleolitico l'Homo sapiens impiegava mwa3qcaccia, pesca e raccolta quali fonti primarie di cibocite-ref-68[68], alternando ai vegetali spontanei (mwa3kfrutti, mwa3osemi, mwa3sradici, mwa3wtuberi, mwa30funghi, mwa34piante erbacee) le proteine animali (mwa38carne, mwa4auova, mwa4epesce, mwa4iinsetti, mwa4mmolluschi, mwa4qcrostacei). Si è provato che gli umani abbiano usato il fuoco sin dal tempocite-ref-69[69] della predominanza della specie mwa4kHomo erectus, che del fuoco faceva documentato uso, probabilmente anche per preparare e cucinare cibo prima di consumarlo.
L'uso del fuoco è diventato comunque documentatamente regolare nelle specie mwa4sH.sapiens emwa4w H.neanderthalensis. Si ipotizza, su basi scientifiche, che un motore evolutivo per mwa40H.erectus (il primo ominide in grado di cuocere i cibi) sia stato costituito dal ricavare, con la cottura, più calorie dalla dieta, diminuire le ore dedicate all'alimentazione superando le limitazioni metaboliche che negli altri primati non hanno permesso un'encefalizzazione e uno sviluppo neuronale legato alle dimensioni del cervello in proporzione alle dimensioni corporeecite-ref-70[70]. Questo, unito a un crescente consumo di proteine animali, documentatamente ascritto alla separazione mwa5iHomo-Australopithecus, omwa5m H.habilis-H.erectuscite-ref-71[71]cite-ref-72[72] avrebbe costituito un potente impulso evolutivo.
Un certo numero di persone consuma comunque cibi non cotti, altri si astengono dal consumo di carne in toto, o di alcuni tipi solamente, altri ancora non consumano prodotti derivanti da animali, e ciò per diversi motivi, quali la religione, l'etica o per motivi di salute.
La dieta umana dipende molto dalla cultura e dall'ambiente di ogni popolazione, contemplando popoli come gli mwa54Inuit, praticamente carnivori, e vasti strati di popolazioni tropicali pressoché vegetariane.
Lo studio della dieta ha prodotto lo sviluppo di una vera e propria mwa6ascienza alimentare. In genere, gli uomini possono sopravvivere da due a otto settimane senza cibo, a seconda del grasso depositato nel corpo. La sopravvivenza senz'acqua è invece limitata a tre o quattro giorni.
La non equa distribuzione delle risorse alimentari, causa ancora oggi seri problemi a determinati gruppi di persone. Ogni anno muoiono mwa6i300 000 mwa6mmorti per fame persone a causa di carestie sia naturali che artificialicite-ref-73[73] e nei paesi industrializzati si sta diffondendo l'mwa6gobesità in maniera quasi epidemica, con conseguente aumento di problemi di salute e mortalità.
Circa diecimila anni fa, l'uomo ha sviluppato l'agricoltura e l'mwa6oallevamento all'inizio del Neolitico,cite-ref-74[74] che ha sostanzialmente rivoluzionato il tipo di cibo che l'uomo assume, passando velocemente a una dieta base ricca di carboidrati mwa68amilacei da cereali, proteine vegetali da mwa7alegumi e proteine animali, probabilmente in minore quantità, da latte, uova, e carne di specie allevate, lipidi da semi. Si trattava di calorie a reperibilità facilitata rispetto all'ottenimento degli stessi nutrienti dalle attività di caccia e raccolta.
La disponibilità di calorie per un sempre più elevato numero di individui ha contribuito allo sviluppo di popolazioni, città e, a causa dell'aumento della densità della popolazione, a una maggiore diffusione delle mwa7imalattie infettive mwa7mepidemiche, nonché a variazioni nella costituzione fisica e nei caratteri antropometrici. Il tipo di cibo che si consuma e il modo in cui si prepara varia da cultura a cultura e nel corso del tempo. Progressivamente vennero introdotti nella dieta sempre nuovi cibi.
Riproduzione, amore e sessualità
Il corpo dell'uomo e della donna sono caratterizzati da due diverse manifestazioni fenotipiche del rispettivo patrimonio genetico, caratterizzanti gli mwa8aapparati genitali e i mwa8ecaratteri sessuali secondari, come la mwa8ibarba e una maggiore massa muscolare nell'uomo e la forma delle mwa8mmammelle e della distribuzione adiposa nella donna.
L'essere umano non presenta la caratteristica del mwa8uciclo estrale, con manifestazioni evidenti dello stato fisiologico, ma come molti primati, presenta un mwa8yciclo mestruale. La donna durante il ciclo non presenta segni fisici esterni della sua situazione intima, e l'accoppiamento fecondo prescinde dalla stagionalità. Questo porta l'uomo ad accoppiarsi in qualsiasi periodo dell'anno e del ciclo ovulatorio, oltre i giorni di fertilità.
L'mwa8gattrazione tra due individui coinvolge sia il piano fisico che quello mwa8kemotivo nell'mwa8oinnamoramento, con il quale due persone creano tra loro un legame di mwa8samore.
La mwa80sessualità ha il suo apice nell'atto sessuale, espressione della mwa84pulsione sessuale, come manifestazione di mwa88sentimenti di mwa9aaffetto e amore verso il/la partner, ma anche volta alla ricerca del mwa9epiacere e dell'mwa9iintimità fisica (cfr. mwa9merotismo).
Le differenze dal punto di vista sociale sono principalmente la conseguenza dei diversi ruoli spesso assegnati ai due sessi, differenti in differenti culture. Si spazia dalle società matriarcali a quelle patriarcali su di un'ampia varietà di organizzazioni societarie di base, dalla mwa9ufamiglia nucleare a quella multipla.
Nel corso della storia di fronte a un denunciato mwa9csessismo vi sono stati movimenti e manifestazioni che si sono dichiarati per la parità tra i sessi in termini di diritti e rilevanza sociale o per favorire uno dei due.
Nell'essere umano la sessualità coinvolge anche i modelli culturali e ha implicazioni sociali che vanno oltre l'aspetto puramente genetico. Si parla di mwa9korientamento sessuale in relazione all'attrazione di un individuo verso un genere, oppure entrambi; e di mwa9oidentità di genere in relazione al genere a cui l'individuo sente di appartenere, in certi casi diverso da quello fisico.
Le popolazioni umane
Gli umani sono stati in passato suddivisi in razze sulla base sia dei mwa-mcaratteri ereditari sia del mwa-qfenotipo, con particolare riferimento al colore della pelle e ai mwa-utratti somatici. Queste categorizzazioni, al di là delle utilizzazioni per fini mwa-yrazzisti, sono utilizzate ad esempio per l'individuazione sommaria di particolari patologie riscontrabili con maggior incidenza in alcune popolazioni come, ad esempio, l'mwa-canemia falciformecite-ref-75[75].
Oggi la comunità scientifica ha eliminato le mwa-0razze dalla zoologia, al punto di non considerarle nella classificazione tassonomica degli organismi viventi, scelta che si poggia anche su una certa omogeneità genetica, nel caso umanocite-ref-76[76], preferendo una suddivisione in popolazioni oppure etnie o popoli, unificati dalla condivisione di specificità culturali con la condivisione di alcuni caratteri biologici. A tal proposito si parla di suddivisione umana per categorie mwa-iancestrali dal punto di vista scientifico. Si ricorda inoltre la diversa valenza del termine mwa-mrazza nella traduzione da lingue differenti dall'italiano.
L'antropologia del XIX secolo riconosceva tre classificazioni dell'Homo sapiens: Europoide, Mongoloide e mwa-uNegroide, ognuna con distinte caratteristiche morfologiche.
Gli studi genetici hanno dimostrato che nel continente africano si ha la maggiore diversificazione genetica degli esseri umani.cite-ref-77[77] Comunque, rispetto ad altri animali, le sequenze genetiche umane sono molto omogenee. È stato scoperto che la maggior parte delle variazioni genetiche fra tre grandi popolazioni umane prese nel loro complesso (europei, asiatici e africani) sono solo tra il 5 e il 15% della variazione totale all'interno di ogni gruppocite-ref-78[78]. Tuttavia, il dibattito periodicamente si riaccendecite-ref-79[79]cite-ref-80[80] in quanto vengono poste alcune critiche metodologiche sull'analisi che diede origine al dato (multi locus cluster analisi). Il trascorrere degli anni, ha comunque cumulato un'elevatissima quantità di lavori, sia tradizionali che molecolari a sostegno dell'omogeneità umana, data da una mwbacdistribuzione di tipo clinale della popolazione stessa presa nel suo complesso.
Habitat e popolazione
Anticamente le comunità umane erano necessariamente vicine a fonti di mwbbuacqua dolce e, in base alle abitudini, ad altre risorse naturali, come territori ricchi di selvaggina, abbondanza di vegetali eduli, in seguito al processo di mwbbyneolitizzazione, poi terre fertili e pascoli per l'allevamento. Gli umani hanno e hanno avuto una grande capacità di modificare il loro habitat in vario modo, in tempi pre e protostorici con gli incendi massivi, e con tecniche di caccia particolarmente efficienti, poi con l'mwbbcirrigazione, le mwbbgcostruzioni, in epoca storica con i trasporti, i beni manifatturieri e, con lo sviluppo dei trasporti in larga scala, la vicinanza a queste risorse non è più necessaria, tanto che l'assenza di queste non è più causa di mwbbkcarestia.
La tecnologia ha permesso agli uomini di colonizzare tutti i continenti e di adattarsi a ogni tipo di mwbbsclima. Negli ultimi decenni, l'uomo ha anche esplorato l'Antartide, parte dei fondali oceanici e lo spazio, anche se l'adattamento a lungo termine a questi ambienti non è ancora possibile. Con una popolazione di otto miliardi di individui, gli umani sono una specie notevolmente numerosa, contendendo ai mwbbwratti, diversamente conteggiati a seconda delle fonti e delle stime, il primato di mammifero più numeroso del pianeta. La maggior parte degli uomini (61%) vive in Asia. La restante parte vive maggiormente in America (14%), Africa (13%) e in Europa (12%), con lo 0,5% in Oceania.
L'abitazione in sistemi ecologici chiusi in ambienti poco vivibili, come l'Antartide o lo spazio, è costoso, spesso limitato nel tempo e ristretto solo a operazioni scientifiche, militari o industriali. Dal 1800 al 2011 la popolazione umana è cresciuta da uno a sette miliardi di individui. Nel mwbb42004 circa 2,5 miliardi su 6,3 miliardi di persone (39,7%) vivevano in aree urbane e ci si aspetta che questa percentuale aumenterà nel corso del mwbb8XXI secolo. I problemi legati alla vita in città includono varie forme di inquinamento e mwbcacrimine,cite-ref-81[81] specialmente nei quartieri più poveri e degradati. I benefici legati alla vita urbana includono l'aumento dell'mwbcualfabetizzazione e della conoscenza.
Gli uomini, tuttavia, hanno compromesso negativamente l'mwbccambiente naturale. Si è ipotizzato che nel passato la caccia senza limiti da parte dell'uomo abbia contribuito all'mwbcgestinzione di alcune specie; poiché gli uomini non sono generalmente prede, essi sono stati collocati al vertice della mwbckcatena alimentare.cite-ref-82[82] Recentemente, con lo sviluppo dell'inquinamento, gli uomini sono considerati i maggiori responsabili del cambiamento globale del clima.cite-ref-83[83] Si pensa che di questo passo l'uomo causerà l'estinzione di metà delle specie viventi entro il secolo.cite-ref-84[84]cite-ref-85[85]
Cervello, mente e psicologia
Il mwbemcervello umano è parte del sistema nervoso centrale dell'uomo. Il cervello controlla le attività "inferiori" autonome, o involontarie, quali la mwbeqrespirazione e la mwbeudigestione. Il cervello controlla anche quelle attività coscienti e "superiori", quali il pensiero, il ragionamento e l'mwbeyastrazione.cite-ref-86[86] L'espressione dei processi cognitivi, nell'interazione psicofisica con l'ambiente, come mwbescomportamento emergente, costituisce la mwbewmente e, assieme alle loro mwbe0conseguenze comportamentali, sono oggetto di studio della mwbe4psicologia, delle neuroscienze, e di tutte le materie a esse afferenti.
Il cervello umano è generalmente considerato più abile in queste attività e quindi, adottando una prospettiva antropocentrica, ne consegue che l'uomo è più mwbfaintelligente di ogni altra specie terrestre a noi nota. Mentre gli altri animali sono capaci di creare strutture e di usare semplici strumenti - principalmente come risultato dell'mwbfeistinto e dell'mwbfiapprendimento attraverso l'imitazione - la tecnologia umana è estremamente più complessa, in costante evoluzione e miglioramento col passare del tempo. I più antichi strumenti e strutture umani, compresi quelli ascrivibili a generi e specie estinte, sono molto più avanzati di quelli creati da ogni altro animale.cite-ref-87[87]
Uscendo dalla prospettiva antropocentrica che autoproclama l'uomo come misura di tutte le cose, le varie forme di intelligenza presenti nelle diverse specie animali possono essere viste come altrettanti adattamenti ad ambienti naturali e sociali; da ciò ne risulterebbe l'impossibilità di decretare la superiorità di una forma di intelligenza su un'altra, dunque di una struttura cerebrale su una diversa, esattamente come sarebbe fuorviante ritenere la mano una struttura superiore all'ala o alla pinna e, di conseguenza, l'"afferrare" una funzione superiore al "volare". In ogni caso il cervello umano ha la struttura generale di quello dei mammiferi, ma è più grande rispetto a qualsiasi altro animale in relazione alle dimensioni del corpo. I grandi animali hanno cervelli maggiori in termini assoluti, ma misurando il quoziente di encefalizzazione che compensa le dimensioni del corpo, il cervello umano è quasi due volte più grande del cervello del delfino, e tre volte più grande del cervello di uno scimpanzé. Gran parte dell'espansione proviene dalla corteccia cerebrale, in particolare i lobi frontali, che sono associati a funzioni esecutive come l'auto-controllo, la pianificazione, il ragionamento e il pensiero astratto. La porzione della corteccia cerebrale dedicata alla visione è ugualmente molto ampliata, e il livello di mwbfgcomplessità delle interconnessioni cerebrali rende il cervello umano una struttura il cui comportamento emergente è considerato imparagonabile a quello di qualsiasi altra mwbfkrete logica, biologica o artificiale, argomento, questo, di pertinenza, tra i tanti, delle mwbfoneuroscienze.
Coscienza e pensiero
L'abilità umana di pensare in maniera astratta è unica nel regno animale. Gli umani sono una delle sei specie (oltre a mwbf8scimpanzé, mwbgaoranghi, delfini, mwbgecolombe e elefanticite-ref-88[88]) che hanno superato il "mwbgymwbgctest dello specchio", che prova se una specie animale riconosce il suo riflesso come immagine di sé stesso. Il test viene fallito dall'uomo se provato su individui al di sotto dei due anni.cite-ref-89[89]
Gli esseri umani possiedono coscienza di sé, degli altri e del proprio ambiente. La capacità della mente di creare e immaginare al di là di ogni esperienza è ancora materia di dibattito. Il filosofo mwbg0Daniel Dennett, per esempio, sosteneva che la mente non è altro che un insieme di dati, come se fosse un mwbg4computer con diversi "mwbg8programmi" che lavorano in parallelo.cite-ref-90[90]
La natura del pensiero è al centro delle ricerche della psicologia. La mwbhupsicologia cognitiva (o Cognitivismo) studia appunto la mwbhycognizione, ossia i processi mentali che sottendono la conoscenza, evidenziando il comportamento per comprendere il funzionamento del cervello umano. La percezione, l'apprendimento, la risoluzione dei problemi, la memoria, l'attenzione, il linguaggio e le emozioni hanno aree di ricerca ben definite.
Il Cognitivismo comparava, nelle sue prime teorizzazioni, il funzionamento del cervello umano a quello di un elaboratore, in cui i processi del pensiero sono conseguenti a input esterni, dettati dall'esperienza: il metodo di ricerca adottato per questa disciplina è quello della mwbhgpsicologia sperimentale e si basa su un metodo scientifico di derivazione mwbhkpositivista. Tecniche e modelli della psicologia conoscitiva sono applicati estesamente e formano il puntello di teorie psicologiche in molte aree sia di ricerca che di psicologia applicata.
Il concetto di pensiero e quindi, indirettamente, di "mente", ha visto numerosi apporti da parte di studiosi, quali Russel, Bateson e Watzlawick, i quali hanno proposto una sua visione in termini di "sistema" all'interno di un "contesto di relazioni". La mente, secondo questo punto di vista, non potrebbe esistere se non come risultato delle interazioni degli elementi di un sistema appartenente a una specifica categoria logica a sua volta facente parte di altri insiemi logico - relazionali. È dalle interazioni dei diversi elementi del sistema - e dei sistemi tra loro - che nasce, secondo specifici processi, il pensiero.
Ampiamente concentrata sullo sviluppo della mente umana nel corso della vita dell'uomo, la mwbhwpsicologia dello sviluppo cerca di capire come le persone arrivino a percepire, capire e agire nel mondo e come questi processi cambino con l'avanzare dell'età. Il cambiamento può concentrarsi su uno sviluppo intellettuale, conoscitivo, neurale, sociale o morale dell'individuo.
Alcuni filosofi dividono la coscienza in "fenomeni della coscienza", che costituiscono un'esperienza in sé, e "accesso alla coscienza", che è la funzione con la quale i processi mentali si applicano al mondo sensibile, o meglio: di come i dati di quella realtà impattino sulla condizione mentale umana.cite-ref-bl-91-0[91] Se, infatti, i fenomeni di coscienza rappresentano lo stato di coscienza dell'individuo, l'accesso alla coscienza è il procedimento con il quale si diventa coscienti di qualcosa che è in relazione con concetti astratti. Varie forme di accesso alla coscienza includono la mwbiiconsapevolezza, la coscienza di sé, il mwbimflusso di coscienza, la mwbiqfenomenologia e l'mwbiuintenzionalità. Il concetto di fenomeno della coscienza, nella storia moderna e secondo taluni, è strettamente correlato a quello di mwbiyqualia.
La mwbigpsicologia sociale rappresenta un punto di contatto e collaborazione tra la mwbiksociologia e la psicologia, in quanto entrambe le discipline studiano natura e cause dell'interazione tra gli uomini: uno dei punti focali della disciplina è l'attenzione su come l'individuo consideri l'altro da sé e di come si relazioni con e a esso. Il comportamento e processi mentali, umani e non-umani, possono essere descritti sia attraverso il cognitivismo animale che l'mwbisetologia, la psicologia evolutiva (o dello sviluppo) e la mwbiwpsicologia comparata.
L'mwbi4ecologia umana è una disciplina anche accademica, branca dell'mwbi8ecologia, che studia come l'uomo e la società interagiscano sia con l'ambiente naturale che con quello sociale.
Motivazione ed emozione
La mwbjkmotivazione è la forza trainante del mwbjodesiderio che si trova dietro ogni azione intenzionale dell'essere umano. La motivazione è basata sull'mwbjsemozione; specificamente, sulla ricerca della mwbjwsoddisfazione (esperienze emotive positive) e l'evitare il conflitto; positivo e negativo sono definiti dallo stato individuale del cervello, non da norme sociali, sebbene lo stato psicologico ne viene a sua volta influenzato: una persona può essere guidata ad mwbj0autolesionismo o da violenza perché il suo cervello è condizionato per creare una risposta positiva a queste azioni. La motivazione è importante perché è coinvolta nelle performance di tutte le reazioni umane conosciute.
In psicologia l'evitare il conflitto e la mwbj8libido sono considerate motivazioni primarie. Le motivazioni economiche sono spesso viste come basate su incentivi economici, morali o coercitivi. La religione generalmente imputa la motivazione del singolo alle influenze divine o demoniache.
La mwbkefelicità è una condizione emotiva umana. La definizione di felicità è un argomento comune in filosofia: alcune persone possono definirla come la migliore condizione che un essere umano può vivere, in termini di situazione "ottimale" mentale e fisica. Per altri può consistere nella mwbkilibertà dal dovere e dall'ansia; nella coscienza dell'ordine ottimale delle cose; la sicurezza di ricoprire un posto nell'mwbkmuniverso o nella società, la pace interiore e così via.
Cultura
Si definisce cultura l'insieme delle particolarità materiali, intellettuali, emozionali e spirituali di un gruppo, incluse le arti, la letteratura, lo stile di vita, i gusti, le tradizioni, i riti e le credenze. Il collegamento tra la biologia, la cultura e il comportamento umani è spesso molto sottile, rendendone difficile e convenzionale la distinzione.
La cultura consiste in valori, norme sociali e manufatti. Il valore di una cultura definisce cosa è importante o morale. Importanti sono anche le norme sociali, ossia il modo in cui le persone dovrebbero comportarsi, in accordo con la tradizione. I manufatti sono oggetti derivati dai valori, dalle norme della cultura.
Linguaggio, lingue e comunicazione
La capacità che gli umani hanno di trasferire concetti, idee e nozioni attraverso la parola o la scrittura non si trova in alcun'altra specie. La facoltà di parlare è una caratteristica chiave dell'umanità: in particolare, comune a tutte le lingue umane è il sistema della mwbk0doppia articolazione, descritto da mwbk4André Martinet negli mwbk8anni sessanta, ossia una strategia universale che usa singole unità di significato, dette mwblamorfemi o mwblemonemi, e le abbina in più parole (prima articolazione), ma anche unità sprovviste di significato, da cui deriva il combinarsi dei fonemi (per lo scritto dei grafemi) all'interno delle parole (seconda articolazione); in altri termini, in ogni parola troviamo una doppia articolazione: una porta il significato mwblilessicale, l'altra aggiunge il significato mwblmgrammaticale.cite-ref-92[92]. Il linguaggio è il fulcro della comunicazione tra esseri umani, tanto da essere fondamentale per l'identità di nazioni, culture e gruppi etnici.
L'invenzione della scrittura intorno al mwblkquarto millennio a.C. ha permesso la conservazione del linguaggio su oggetti materiali, e ha segnato una tappa fondamentale della evoluzione culturale (vedi Preistoria). La scienza della mwblolinguistica descrive la struttura del linguaggio e le relazioni fra le varie lingue. Ci sono circa seimila differenti lingue e dialetti correntemente in uso e molte altre migliaia sono considerate estinte.
Arte, musica e letteratura
Si può dire che l'arte abbia circa la stessa età dell'uomo, da quella preistorica a quella contemporanea. L'arte è solo uno dei diversi aspetti del comportamento umano e una differenza importante che distingue la specie umana dalle altre.
Nel suo significato moderno, la parola arte è comunemente usata come il processo o il risultato di lavori materiali che, dal concetto alla creazione, aderisce all'impulso creativo. L'arte si distingue dagli altri lavori per essere in gran parte distaccata dalla necessità o da ogni indeterminata volontà creativa.
La musica è un fenomeno intuitivo basato su tre principi: il mwbmcritmo, l'mwbmgarmonia e la mwbmkmelodia. Ascoltare musica è forse la più comune e universale delle attività d'intrattenimento degli umani. Ci sono numerose varietà di mwbmogeneri musicali e mwbmsmusica etnica.
Spiritualità e religione
Fin dalla sua comparsa, l'uomo si è posto delle domande per rispondere a questioni fondamentali sul ruolo dell'umanità nell'universo o il significato della vita; questo bisogno ha portato l'uomo a sviluppare credenze che ammettono l'esistenza di un piano trascendente e sovrannaturale.
Questo comportamento, indicato con il termine generico di mwboyspiritualità, è una delle caratteristiche che distingue in maniera netta l'uomo dagli animali.
Una possibile manifestazione della spiritualità in forma organizzata e comunitaria è la religione. Partendo dalla ricerca spirituale, il credo religioso introduce mwbowculti, norme mwbo0morali, mwbo4istituzioni, oggetti e testi mwbo8sacri che danno forma ed espressione all'esperienza spirituale.
La religione prevede la mwbpevenerazione di una o più mwbpidivinità, spesso conosciute tramite la mwbpmrivelazione delle stesse. Il rapporto personale con le divinità prevede pratiche come ad esempio la mwbpqpreghiera o la mwbpumeditazione; ci sono poi espressioni di tipo comunitario come mwbpyriti o celebrazioni. In alcune religioni, il ruolo attivo spetta a un mwbpcclero, costituito da un gruppo di persone che si occupa dei culti e guida il gruppo di fedeli.
Nel corso della storia la religione è stata spesso contrapposta alla scienza e in generale alla mwbpkrazionalità. Degenerazioni della religione e credenze popolari portano alle mwbposuperstizioni, forme di credenza in netto contrasto con la ragione, mentre esistono posizioni come mwbpsateismo e mwbpwagnosticismo che si pongono contro o si distaccano dalla proposta religiosa.
Secondo stime dell'mwbp4Enciclopedia Britannica nel mondo ci sono 1 miliardo e 154 milioni di atei e agnostici, mentre il mwbp8Cristianesimo, ha oltre 2 miliardi e 100 milioni di fedeli e l'mwbqaIslam, la seconda religione con maggior numero di fedeli, ne ha oltre 1,8 miliardi.
Filosofia
La filosofia è una disciplina di studio che coinvolge l'investigazione, l'analisi e lo sviluppo di idee in generale, astratte o fondamentali. È una disciplina che cerca spiegazioni su valori, sulla realtà da importanti speculazioni.
Le discipline filosofiche più importanti sono la mwbrulogica, l'mwbryontologia, la mwbrcmetafisica, l'mwbrgepistemologia e include rami di etica ed estetica. La filosofia copre una grande vastità di argomenti, ed è usata anche per riferire la visione del mondo di particolari filosofi o di scuole filosofiche.
La metafisica è la branca della filosofia che studia il principio primo, l'essere e l'esistenza (ontologia). Tra le dottrine di religione e scienza, sta la prospettiva filosofica della cosmologia metafisica. Questa antica disciplina di studio si occupa di giungere a logiche conclusioni sulla natura dell'universo, sull'umanità, su dio e su altre connessioni basate su estensioni di queste ricerche derivate dalla religione o dalla semplice osservazione.
Gli uomini spesso considerano sé stessi come la specie dominante sulla Terra e l'intelligenza più avanzata capace di modificare il proprio ambiente. Questa credenza è molto forte soprattutto nella moderna cultura mwbrsoccidentale. Tuttavia esiste anche una visione pessimistica dell'uomo che considera la brevità della sua vita.
L'mwbr0umanesimo è una filosofia che sviluppa una dottrina sociopolitica che non è collegata con le culture locali, ma che include tutta l'umanità per i caratteri comuni. Poiché le credenze spirituali spesso si manifestano come dottrine religiose, l'umanesimo laico cerca una risposta alla necessità di una filosofia comune che va oltre le caratteristiche culturali di religioni e codici morali locali. Molti umanisti sono religiosi e vedono l'umanesimo come una matura espressione della verità comune presente in molte religioni. Gli umanisti affermano la possibilità di una verità oggettiva e accettano che la percezione umana della verità sia imperfetta. Le dottrine basilari dell'umanesimo sono che gli umani sono importanti e che possono risolvere diversi problemi legati all'uomo e che la scienza, la libertà di parola, il pensiero razionale, la democrazie e la libertà nelle arti sono obiettivi di molti popoli. L'umanesimo dipende soprattutto sulla ragione e sulla logica, non tenendo conto del soprannaturale e del trascendente.
Scienza e tecnologia
La scienza è il metodo di indagine dei fenomeni basato sull'mwbscesperimento e sulla misurazione dei risultati ottenuti dall'esperimento attraverso mwbsgmodelli matematici allo scopo di dimostrare un'ipotesi o di verificare una teoria. La tecnologia è l'insieme degli strumenti attraverso il cui utilizzo l'uomo raggiunge i suoi obiettivi.
Le culture umane sono caratterizzate e differenziate dagli oggetti che essi fanno e utilizzano. L'mwbsoarcheologia cerca di ricostruire la storia del passato e di civiltà perdute in parte attraverso l'esame di manufatti che esse hanno prodotto. Gli antichi uomini hanno lasciato oggetti di pietra, pentolame e gioielli che sono caratteristici per ogni luogo e periodo.
Gli sviluppi tecnologici sono passati da una cultura a un'altra. Per esempio le tecniche agricole o gli sviluppi in materia di armi, architettura e mwbswmetallurgia.
Alcune tecniche possono essere trasmesse attraverso la tradizione orale. Lo sviluppo della scrittura ha reso possibile la trasmissione di informazioni da generazione a generazione, da un luogo all'altro con grande precisione.
Insieme, questi sviluppi hanno innescato il processo di mwbs8civilizzazione e mwbtaurbanizzazione, con i loro complessi ordinamenti sociali. Inoltre ciò comporta l'istituzionalizzazione dello sviluppo di nuove tecnologie. Questa scienza è ora al centro di tutta la cultura umana.
In tempi recenti, la mwbtifisica e l'mwbtmastrofisica coprono un ruolo centrale per formare ciò che si conosce come mwbtqcosmologia, che è la scienza che studia l'universo attraverso l'osservazione e l'esperimento. Questa disciplina, che focalizza sull'universo in larga scala, inizia dalla teoria del mwbtubig bang, un'inflazione dello spazio-tempo avvenuta circa 14 miliardi di anni fa. Dopo questo inizio, gli scienziati propongono teorie sul suo sviluppo e sulla sua fine ultima.
Società
L'uomo è un animale sociale e cerca l'mwbuainterazione con altri individui. La mwbuesocietà umana prevede diversi tipi di raggruppamenti, di carattere mwbuicollaborativo, istituzionale o affettivo.
La più semplice e diffusa delle società umane è la famiglia, composta da individui legati da relazioni affettive e di mwbuqparentela che vivono insieme nella stessa mwbuuabitazione. L'esempio più comune di famiglia è costituito dalla coppia di mwbuygenitori con i mwbucfigli.
La società in senso ampio del termine è la mwbukNazione ovvero un vasto raggruppamento di persone accomunate da lingua, cultura, storia ed etnia.
La mwbussocializzazione degli esseri umani prevede l'intreccio di mwbuwrelazioni di varia natura; possono essere basate su un rapporto di mwbu0amicizia, formate per vicinanza geografica (come in un mwbu4villaggio), per affinità o per comuni intenti (come per le mwbu8associazioni), o per intenti collaborativi (come nel mondo del mwbvalavoro).
La società umana nel corso della storia ha maturato una differenziazione in mwbviclassi sociali, determinate da fattori economici, mwbvmetnici o di altro genere.
Un'attività che nasce in una società è lo sport, che ha il fine pratico di attività fisica, ma ha anche un ruolo culturale importante come disciplina agonistica, mezzo di socializzazione oltre che come forma di intrattenimento e svago.
Governi e politica
Uno mwbv4stato è una comunità politicamente organizzata che occupa un definito territorio, che ha un governo organizzato e che possiede sovranità interna ed esterna. Il riconoscimento dell'indipendenza di uno Stato dagli altri, conformandolo agli accordi internazionali, è spesso importante per lo stabilimento della sua posizione di stato. Per mwbv8Max Weber per Stato si deve intendere «un'impresa istituzionale di carattere politico in cui l'apparato amministrativo avanza con successo una pretesa di monopolio della coercizione della forza legittima in vista dell'attuazione degli ordinamenti».
Il mwbwegoverno può essere definito come l'insieme delle istituzioni che creano e si impegnano a far rispettare le leggi.
La politica è il processo secondo cui le decisioni sono prese attraverso gruppi. Nonostante il termine sia applicato generalmente in ambito di governi, una politica può anche essere osservata in qualsiasi interazione tra gruppi umani. Nel caso più comune, volendo tentare una definizione potremmo dire che la politica è quell'attività umana, che si esplica in una collettività, il cui fine ultimo è incidere sulla distribuzione delle risorse materiali e immateriali.
Al giorno d'oggi, nessuna nazione dichiara apertamente di voler realizzare un mwbwqgoverno mondiale, anche se alcuni considerano alcuni istituti internazionali come la mwbwuCorte penale internazionale, le mwbwyNazioni Unite, il mwbwcFondo monetario internazionale e alcune unioni sovranazionali (come l'Unione europea) come l'inizio di una politica fortemente comunitaria che porterebbe in un prossimo futuro verso un regime di governo a livello mondiale.
Guerra
La guerra è una situazione di mwbxiconflitto tra Stati, organizzazioni o gruppi di persone relativamente grandi, caratterizzato dall'uso di violenza letale tra i belligeranti. Si è stimato che durante il XX secolo tra 167 e 188 milioni di esseri umani siano morti a causa della guerra.cite-ref-93[93]
Una percezione comune della guerra è una serie di campagne militari tra i due nemici che portano avanti una disputa sul potere, sul territorio, sulle risorse naturali, sulla religione o su altro. Una guerra ai fini di liberazione o occupazione di territori e paesi è a volte detta "guerra di liberazione", mentre una guerra tra elementi di uno stesso Stato è detta "guerra civile".
La storia della guerra è stata un continuum di scoperte e innovazioni in campo tecnologico e tattico, come il combattimento corpo a corpo, l'uso di mwbxkarmi a lungo raggio, la mwbxopropaganda e lo sterminio etnico.
L'intelligenza militare ha sempre coperto un ruolo importante nel determinare vittorie e sconfitte. Nei conflitti moderni i soldati e i veicoli bellici sono usati per la terra, mwbxwnavi da guerra sono utilizzate per il mare e le potenze aeree per il cielo. Lo spazio è recentemente diventato un importante fattore nei conflitti, nonostante le guerre moderne non coinvolgano ancora lo spazio fuori dell'atmosfera. La guerra porta violentemente sviluppi in politica, storia e tecnologia. Importanti invenzioni in mwbx0medicina, mwbx4navigazione, metallurgia, mwbx8produzione, mwbyaenergia nucleare e mwbyeinformatica sono state pensate inizialmente per scopi bellici.
Commercio ed economia
Il mwbyycommercio è lo scambio volontario di mwbycbeni e mwbygservizi ed è oltretutto una forma di economia. Il meccanismo che favorisce lo scambio commerciale è chiamato mwbykmercato. L'origine del commercio è stato il mwbyobaratto, ossia lo scambio diretto di beni e servizi. I commercianti moderni generalmente negoziano attraverso un mezzo di scambio, come la mwby0moneta. Come risultato, l'acquisto è separato dalla vendita. L'invenzione della moneta (e successivamente del mwby4credito, della mwby8banconota e del pagamento virtuale) ha semplificato e promosso notevolmente il commercio.
Il commercio esiste per diverse ragioni. A causa della specializzazione e della divisione del lavoro, molte persone si concentrano su un piccolo aspetto della mwbzemanifattura o dei servizi, vendendo il loro lavoro come un prodotto. Il commercio tra più aree geografiche (nazioni, regioni o città) si crea perché ogni regione può avere un certo tipo di vantaggio nella produzione di alcuni beni, ad esempio per la maggiore mwbzimanodopera che permette di abbassare i costi di produzione, o per i costi limitati di una certa risorsa. Il commercio tra diverse regioni rende dunque vantaggi a entrambe le parti.
L'economia è una scienza sociale che studia la produzione, la distribuzione e il commercio di beni e servizi.
L'economia viene generalmente distinta in mwbzumacroeconomia, che studia le variabili aggregate (mwbzyconsumo, mwbzcinvestimento, mwbzgrisparmio) e mwbzkmicroeconomia, che studia le regole di comportamento economico dei singoli soggetti. Gli aspetti più importanti della economia sono la produzione, la mwbzodistribuzione, il commercio e la mwbzsconcorrenza. L'economia cerca di prevedere soprattutto come i prezzi cambiano in funzione della mwbzwdomanda e dell'mwbz0offerta.
Note
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Voci correlate
• mwcqwCro-Magnon
• mwcq4Classificazione dei Primati
• mwcraDiritti umani
• mwcriDonna
• mwcrqEvoluzione umana
• mwcrgStoria dell'uomo
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Collegamenti esterni
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